1. Per progettare una città a misura d’uomo occorre saper ascoltare | Smartinnovation smartinnovation.forumpa.it» 10 marzo 2014 Le idee e i pensieri hanno il potere di mettere in relazione le persone, di appassionarle a progetti e invogliarle alla partecipazione. Era vero prima, lo è ancor più oggi grazie alle nuove tecnologie digitali, ma non sempre queste sono la discriminante per la nascita di un’esperienza che può apparirci dirompente. Ci sono buone pratiche che nascono dal basso e non hanno bisogno di un tablet o uno smartphone per alimentarsi e svilupparsi. Tuttavia non abbiamo difficoltà a definirle smart.
     
  2. un immaginario potente, la freschezza, il coraggio, uno sguardo capace di allontanarsi dal proprio ombelico, di creare un’epica del quotidiano, di allargare l’orizzonte. In sintesi: la capacità di pensare loro stessi e il loro ambiente – che sia l’Italia intera, una città o il più piccolo dei paesini di provincia – come un mondo che si può reinventare.
     
  3. 23:07 27th Mar 2014

    Notes: 4

    Reblogged from stefanoquintarelli

    stefanoquintarelli:

    .. ti restano addosso, come fanno i bambini ad imparare le fiabe

    me lo ha detto Chiara, una ragazzina di 14 anni che spiegava ad una blasonata delegazione che accompagnavo, come studiava.

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    facciamo un esperimento mentale: immaginiamo che ci sia tutto il resto, ma non ci sia la scuola media…

     
  4. We are producing information at such a pace we can no longer make sense of it. We are the tsunami. There is no data more precious or more personal. We need the next generation of IAs to make our lives make sense.
     
  5. Jesse James Garrett asked in his plenary where the great works of Information Architecture were. I say they are just showing up now. They are not pseudo-libraries or pseudo-buildings. They are understanding spaces made of information. They are new works that make data dance. They make the impossibly complex clear.
     
  6. Information Architecture is a way of thinking for me. It is a way of approaching any problem: thinking about products, making sense of the world around me.
     
  7. Act Two: The Smallification of Information Architecture
     
  8. Nei ragionamenti avventati dei clienti rispetto alla Rete spesso si legge un mix di ingenuità e insufficiente conoscenza d’ambito. Fino a quando la Rete sarà considerata da alcuni alla stregua dei “sistemoni” sicuri per vincere alla roulette (cioè una soluzione che non si padroneggia ma che per sentito dire pare garantisca benefici facili e a poco prezzo), le professionalità non tecniche legate a quel mondo saranno sempre considerate poco utili e pagate di conseguenza. In molti casi, cioè, è vero il paradosso per cui le aziende sono più disposte a investire in prodotti e servizi online che in diffusione interna della conoscenza di ciò che comprano.
     
  9. il mondo fisico sarà interpretato per creare conversazioni in tempo reale.
     
  10.  
  11. His style is to be blank. He speaks very quietly. He’s like a duck: he appears to glide along the water, but the legs are paddling furiously.
     
  12. 13:50

    Notes: 3

    Reblogged from architecta

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    architecta:

Entrare in un negozio di abbigliamento e rispondere alle domande della commessa è come compilare un form online per l’acquisto di una maglietta: se la commessa sa come e quali domande porti l’esperienza d’acquisto può risultare ottima, altrimenti si rischia di sentirsi sotto interrogatorio.
Come imparare a progettare un form? 
Come farlo in ambito mobile? 
Partecipando al workshop di Paolo Montevecchi e Marco Buonvino: Mobile Input Design, il 15 novembre a Bologna all’interno del Summit di Architettura dell’informazione.
Ci venite? :)
(p.s.: Sì, la banda di Architecta va fuori di testa per le magliette nerdish.)

La vorrei… :)

    architecta:

    Entrare in un negozio di abbigliamento e rispondere alle domande della commessa è come compilare un form online per l’acquisto di una maglietta: se la commessa sa come e quali domande porti l’esperienza d’acquisto può risultare ottima, altrimenti si rischia di sentirsi sotto interrogatorio.

    Come imparare a progettare un form?

    Come farlo in ambito mobile?

    Partecipando al workshop di Paolo Montevecchi e Marco BuonvinoMobile Input Design, il 15 novembre a Bologna all’interno del Summit di Architettura dell’informazione.

    Ci venite? :)

    (p.s.: Sì, la banda di Architecta va fuori di testa per le magliette nerdish.)

    La vorrei… :)

     
  13. That said, our culture was more of an emergent property than a deliberate choice. Sure, we had brainstorming sessions and posted goals prominently but most of our culture we absorbed from the people with whom we were surrounded ourselves
     
  14. The job of a manager, like that of a teacher, is to inspire people to be better.
     
  15. He talks about the difference between building a team, which is what most managers concentrate on, and building a club.